Ebbe come maestro Walter Savelli, pianista di Claudio Baglioni e bravo maestro nell'insegnare
musica Moderna. Per 4 anni Marco si fece le ossa in night e balere riuscendo ad incidere la sigla di una discoteca (1984). I clienti erano prodighi di applausi e complimenti, ma poi quando si presentava alle case discografiche trovava il muro. I dirigenti ammettevano che i suoi pezzi erano belli, ma dicevano che non aveva "la faccia dell'artista".
Lavorava tre sere a settimana grazie a Bob Rosati, ottimo arrangiatore e proprietario di uno studio a sesto fiorentino, nel quale fece i primi provini. Fu prprio lui che lo spinse a cantare. Era sempre il 1984 quando Marco iniziò a sperimentare le sue doti vocali cantando 2 o 3 ore a sera. Fu allora che gli venne il gran desiderio di fare il cantante, di scrivere e di dar sfogo ai suoi sentimenti.
Grazie a Rosati conobbe BeppeDati, compositore e poeta con il quale realizzò alcuni brani. Ma la sera continuava a lavorare a Firenze e dintorni, sulla Consuma, all'Hotel Baglioni, al Pam Pam, al Mixer. all'Apogeo, al Bussola In, a Chianciano. L'ultima volta fu al Tiffany, sul Lungarno di
Firenze.

Nel 1986 arrivò l'incontro importante con Bigazzi nel suo studio di Settignano, dove Marco gli fece ascoltare alcuni provini.Rimase entusiasta, ma doveva ancora lavorare molto. Lo mise subito al lavoro per la realizzazione di colonne sonore (Mediterraneo, Mary per sempre, Ragazzi Fuori). Fu la voce guida di "Si Può Dare Di Più" e fu
concertisata dal vivo nella tourneè di Tozzi, al Royal Albert Hall di Londra. (suoi sono gli arrangiamenti, le tastiere e il remix di "immensamente"),
partendo per il primo Tour nel 1987. Poi ancora in tourneè co Raf, del cui album "Cosa resterà degli anni '80" è stato responsabile di realizzazione e arrangiamenti.

Nel 1988 fece anche un 45 giri "uomini" (il lato B, conteneva "Bugie" sempre scritta e arrangiata da lui). Era stata scritta perchè,quell'anno, doveva andare a Sanremo, ma poi al suo posto ci andò un altro, un certo Chaelie Deanesi. Rimase solo un disco d'assaggio. Ma non si arrese. In questo periodo ci fu la riconciliazione con il padre che intanto si era ricostruito una famiglia.