Il debutto ufficiale avvenne a 11 anni alla Romala, vicino Firenze, dove si celebravala festa del santo patrono. C'era bisogno di un tastierista e quella sera si divisero 200.000. Il suo primo stipendio fu di 40.000; suonava ogni tipo di musica dal liscio al revival, alla discoteca, ma il suo vero sogno
era quello di diventare realizzatore di dischi. Durante il liceo suonava con un gruppo chiamato "Errata Corrige". Ma a quei tempi aveva anche un'altra passione. A 15 anni, infatti, giocava in una squadretta, la "Sanger" e fece addirittura un provino nei giovanissimi della Fiorentina, la sua squadra del cuore, ma no ci andò perchè l'amore per la musica era più forte. In questi anni iniziarono i primi conflitti con la scuola.
La scuola non si conciliava con il suo mestiere, con la vita faticosa che lo portava ad essere fuori tutte le sere e a tornare a casa a notte fonda, a volte
anche all'alba, una vita inconcepibile per il padre che cominciò a vedere male le sue scelte. Così lasciò la scuola in IV ragioneria. Questo coincise anche con i primi contrasti con la famiglia, le incomprensioni con il padre ma anche con i compagni di classe che lo prendevano in giro dicendogli che andava a fare la "puttana della musica".
Troncò ogni rapporto. gli rimasero solo gli amici della "curva fiesole", di cui era il capotamburino, ma ben presto lo cacciarono perchè esagerava e si lanciava in sambe scatenate, invece di limitarsi a fare il semplice tifo. Per un anno assecondò il padre nel lavoro di rappresentante, poi nel 1980 la famiglia mise su un bar in Via Quintilio Sella a Firenze. Ma i litigi si facevano sempre più aspri tra Marco e suo padre, e la madre soffriva moltissimo per questa loro incomprensione. Qualche anno dopo venderono tutto per la malattia che colpì la madre: un tumore al colon. Era troppo tardi.
Fu un periodo brutto per Marco, anche perchè coincise con il servizio militare.
Dopo il c.a.r. a Viterbo era destinato a Pisa, ma all'ultimo momento fu mandato a Firenze nell'areonautica Militare nella scuola di Guorra Aerea alle Cascine, come armiere.
Una fortuna per lui che stava perdendo la madre per sempre. Morì il 22 agosto del 1984, il giorno dopo il suo ritorno dal servizio militare e ancora oggi Marco si porta dietro il rimpianto di non essere potuto stare accanto a lei negli ultimi giorni della sua vita.
Si gettò ancora di più nella musica per cercare di soffocare il dolore. Lascò Firenze perchè qui non aveva molte prospettive ed approdò a Modena dove rimase sei mesi facendo arrangiamenti in uno studio di registrazione, dove realizzava disco-music. Ma la lontananza da Firenze si faceva sentire e vi tornò. Qui ricominciò a studiare
composizione, armonia, melodia e iniziò a fare piano-bar dove capitava.